Per quel motivo non riesco a non zoppicare e sto sperimentando lo sguardo altrui sulla disabilità, o meglio l'assenza totale di sguardo.
Ora riesco a stare seduta un po' più a lungo, diciamo 2-3 ore, il che mi consente di riprendere poco a poco una vita sociale decente. Trascorso questo tempo sento ancora il bisogno di sopraelevare la gamba.
Non riesco più a reggere il pezzo di silicone tra le dita del piede, da una notte all'altra il dolore si è fatto insopportabile. Eppure vedo che l'alluce, che era stato raddrizzato, ha ripreso la sua posizione leggermente deviata verso le altre dita. Cercherò di comprarne uno più sottile.
Piccolo aneddoto: di solito cerco di fare la spesa nei giorni lavorativi per evitare di dover passare troppo tempo in piedi alla cassa, visto che una volta ferma in coda il mio problemino non si vede, pertanto nessuno si propone per darmi la precedenza (coltivo l'illusione che sarebbe diverso nel caso si vedesse).
L'ultima volta, però, il negozio era affollato lo stesso e ho deciso di provare le casse express, quelle dove ti tocca scannerizzare per conto tuo. Di solito sono contraria, non mi piace togliere il lavoro ai cassieri. Qui pero' si evidenzia che sono pronta a rinnegare i miei più saldi principi quando si tratta di ricavarne un tornaconto personale. Brava, complimenti!
Insomma, scannerizzo e pago la mia spesa. Una volta arrivata a casa, mi sono accorta che non avevo fatto togliere l'antifurto di una bottiglia di vino. Mi è toccato tornarci.
Morale della favola: confermo che chi non ha testa ha gambe.
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Unica soluzione alternativa |